Mag 18, 2008

Astrologia divina? No, grazie, sono atea.

Posted by admin under Chirone, Metodologia, Primi passi

In una MailingList a cui sono iscritta, nel corso di una discussione su un tema era stato suggerito un particolare significato ad un determinato nuovo astro.

Quel che segue è un estratto del nostro dialogo.

> Personalmente non ho mai reputato che Chirone avesse a che fare con la medicina e con la guarigione quanto con la autoguarigione.

È più che plausibile, ma permettimi di osservare che si può dire la stessa cosa anche per Saturno, Urano, Nettuno e Plutone. Tutti questi astri, infatti, ci infliggono sanguinose ferite, suggerendoci poi le loro peculiari modalità di guarigione.
Ti faccio un esempio. Supponiamo che un sontuoso Urano vestito da principe azzurro svegli la mia sonnacchiosa Venere con un bacio. La prima cosa che faccio, ovviamente, è mollare quella crosta del mio compagno, e la seconda - più o meno contemporanea, a seconda del mio personale senso etico - è mettermi innghingheri e dichiarare aperta la stagione di caccia all’uomo.
Più che una ferita, sembrerebbe che Urano mi avesse portato un terno al lotto, non ti pare?
Il punto è che - svanito il perlage dalle pareti del mio bicchiere - mi accorgo di quanto sono stata ingiusta e aggressiva con il mio ex, e di come mi sia andata ad intrigare con gentlemen che - non appena si sono sfilati il profilattico - sono in sintonia con me più o meno come Attila re degli Unni con la moglie che uccise e divorò.

E, dimmi, come ti stai preparando al trigono di Nettuno pescino alla tua dolce Venere cancerina? Hai idea di che meraviglioso sogno ti regalerà, di come il mondo ti sembrerà uno scrigno pieno di amore, della tenerezza struggente ed infinita con cui il tuo uomo ti costruirà intorno un arcobaleno?
Ed hai idea di come si fa a sopravvivere quando questo transito finisce? Quando, cioè, il sogno viene diluito e si scioglie nel caffè del mattino, sui giornali si ricomincia a leggere di stragi e violenze, e il principe azzurro ha il manto strappato e puzza di sudore di cavallo?

Sai, non sono affatto pessimista, ma non posso evitare di chiamare “ferite” queste contingenze. Ferite che sono in realtà parte indispensabile del nostro cammino, e alle quali non rinunceremmo per nulla al mondo, ma nondimeno ferite.
Anche il più gioioso degli eventi - la nascita di un bambino molto desiderato - ha come rovescio della medaglia il sangue, la violenza, la lacerazione e le urla di dolore. E la depressione post-partum.
Non a caso la più “anestetica” delle religioni, il buddhismo tibetano, dimostra minuziosamente che per vaccinarci contro il dolore dobbiamo praticamente rinunciare a tutto ciò che siamo, che possediamo e che desideriamo.

Dunque, ogni astro oltre Giove - anche quando è totalmente benefico - lacera il nostro immobilismo, e parimenti ci suggerisce come rimediare a questa lacerazione. Se preferisci che lo dica in un altro modo: ogni astro ha un dono per noi nelle sue mani, ma alcuni doni assomigliano a quello di trasformare in oro ciò che tocchiamo, come accadde al re Mida.

Ciò non esclude, naturalmente, che alcuni abbiano la pelle (e l’anima) più coriacea di altri, o che si illudano di riuscir sempre a farla franca (io appartengo a questo gruppo), o che ringrazino dio perché il bastoncino che ha cavato loro un occhio non era biforcuto. O gli sciagurati che mi ripetono che la cecità mi ha immensamente arricchito (facendomi subito venire la voglia di versare vetriolo bollente in entrambi i loro stupidissimi occhi, così almeno diventano ricchi anche loro).

> Questi atteggiamenti - psicologicamente parlando - vanno sotto il nome di istinto di sopravvivenza, o, se preferisci, autoguarigione. E astrologicamente parlando, molti li attribuiscono a Chirone.

Che dirti?
Io li attribuisco anche a Chirone, anche ai miei amatissimi Centauri, ma di fronte ad un consultante che mi consuma la scorta ventennale di kleenex in un paio d’ore, non guardo affatto Chirone, ma tento di ricostruire il percorso dell’astro che lo sta mettendo alla pecorina, in modo da scovare l’appropriato controveleno, e non un qualsiasi placebo, ancor che zuccherato.

> A mio parere si trova spesso Chirone nei temi di chi ha molto sofferto e ha tratto dal dolore consapevolezze che poi mette a disposizione degli altri.

A mio parere, invece, si trova nel tema di tutti, nessuno escluso. Non mi è mai accaduto che SolarFire si rifiutasse di calcolarmelo, persino se impostavo il tema di Giulio Cesare (il che, per altro, e una fesseria astronomica, in quanto ogni software ha un particolare algoritmo per calcolare le orbite, partendo da una variabile “standard” rilevata in un determinato arco di tempo e usandola poi costantemente per calcolare l’orbita da Adamo ed Eva alla fine del mondo. Nessun software di mia conoscenza - ad eccezione del sofisticatissimo Riyal - tiene conto del fatto che Chirone ha un’orbita instabile, vale a dire che la strada che percorreva mille anni fa è molto, molto, molto diversa da quella che percorre ora e da quella che percorrerà tra mille anni. Per ovviare a questo, i ricercatori esperti non inseriscono Chirone in temi anteriori all’XI secolo circa, e poeticamente dicono che quella è la data di nascita di Chirone).

Credimi, per favore: non sto affatto prendendoti in giro. Ho capito perfettamente che intendevi dire che a tuo parere Chirone è “importante”, cioè forma aspetti significativi, nei temi di autoguarigione.
Ma quando si dicono cose del genere - ed ho imparato sulla mia pelle - bisognerebbe essere più inquisitori di Torquemada quando si faceva la barba con il rasoio di Occam.
Hai presente a quanti compromessi giunge con se stesso chi dovrebbe dimagrire ma si scoccia di mettersi a dieta, o chi non vuole (ma dovrebbe) smettere di fumare? Beh, la somma di tutti questi compromessi è una pinzillacchera in confronto a quelli che l’Astrologia offre a coloro che vogliono veder confermata nella pratica un’idea che a loro piace particolarmente, anche se l’hanno tratta dalle istruzioni di uso del detersivo per il bucato a mano. Anzi, proprio se la hanno tratta dalle istruzioni del detersivo per il bucato a mano, perché così si sentono gli Harry Potter della psiche.

Non mi credi? Bene, allora, per favore, gioca con me per un attimo.
Prendi una qualsiasi fanfaluca e abbinaci a caso la più improbabile delle segnature astrologiche, visto che la matematica teoria del caos ci consente di asserire scientificamente che è il battito delle ali di una farfalla a Tokio quel che fa crollare un palazzo a New York (pensa se qualcuno l’avesse detto a Bin Laden prima dell’11 settembre).

Per esempio: tutte le volte che uno compra il detersivo Sole-piatti ha un’importante segnatura solare nel tema di rivoluzione.
Anche della rivoluzione lunare? - Passi, per questa volta. In fondo, Sole e Luna sono entrambi luminari e la Luna riflette la luce del Sole. Non solo: essendo la Luna l’astro femminile per eccellenza, se ne deduce che un uomo che compra Sole-piatti è scarsamente virile, come per altro è dimostrato dal tema di quel finocchione di mio cugino, che nel flacone di Sole-piatti vede il domicilio della Luna (ovviamente, in trasparenza).
E continuo così, riuscendo facilmente a dimostrare che il Sole transitava in quadratura al tappo del Sole-piatti: certo, ho allargato uno zinzino l’orbita, ma l’astrologia non è una scienza esatta; e poi, se consento al mio cane di dormire nel mio letto, posso a maggior ragione consentire al Sole di passare cinque gradi più in là di dove mi aspettavo che passasse.

Oh, mi stai facendo notare che il Sole non passava da nessuna parte in quel tema? Che, da quando si è iscritto al CICAP - pur di non fare aspetto con nulla al crudele scopo di dimostrarmi che l’astrologia è uno strafondo di corbellerie - si è trasformato nello scarafaggio di Gregorio Samsa e si annida sotto il davanzale delle mie finestre di Windows?
Niente paura! La “bimba” dell’Astrologia in rete sei tu, non io! Io - cara mia - ero qui ad affilare le cuspidi di Placidus quando tua madre comprava ancora per te i pannoloni dell’ippopotamo! Quindi, taci ed ascolta reverenzialmente: posso tirar fuori dal mio cappello a cilindro rivoluzioni planetarie di ogni astro concreto ed ipotetico, direzioni e progressioni primarie, secondarie e terziarie semplici e composte, transiti diretti ed inversi, sesquiquadrati e trinovili, paralleli e controparalleli, più armoniche di quante ne faceva Beethoven, asteroidi, transnettuniani e SDO (letteralmente, “oggetti del Disco Sparso”), miti celtici su musica dei Cranberries (che pure questa armonica è), modelli planetari a locomotiva, a tazza, a ventaglio senza manico, mezzipunti pari e dispari, parte di fortuna di giorno e di notte, punto vernale, correzione dell’ora di nascita, precessione degli equinozi e punto-nave, ascensione retta e archi solari diretti ed inversi, aspetti draconici e simboli sabiani, decani, rilocazioni e lune prenatali, eclissi totali, parziali, anulari e medie, T-quadrati e triangoli di Talete, paran e dial, Luna nera vera, media, apogeo ed osculante, coordinate geocentriche e parallasse, case di Placido, di Koch, di Morin, di Alcabizio e di Porfirio, mediane, campane e sui lungarni, afeta ed anereta, ayanamsa secondo Lahiri, DeLuce e Krishnamurti, domicili primari e base, esaltazioni e cadute, case cosignificanti e derivate, zodiaci eliocentrici, geocentrici e topocentrici (quelli che usa la mia gatta), trasparenti, Fagan-Allen, Takra I e Takra II e perfino Sri Yukteswar, e ora che mi ci fai pensare anche Usha-Sashi (che non ho mai usato ma che si addice al fatto che per cena preparerò il sushi), e proprio mentre sto per darti il colpo di grazia con tutti i paranatellonta passati, presenti e futuri (ovviamente calcolati tenendo conto dello slittamento del MC nelle zone polari e non, come fanno i campagnoli senza creanza, in prospettiva geodetica) , bene, proprio quando ti ho dimostrato che avevo ragione anche se non ricordo più su che cosa..TU, spudorata come tutti i giovani d’oggi (cresciuti a suon di tre-parole-sole-cuore-amore e non di virtuosi principi), TI PERMETTI - dico, TI PERMETTI di obiettare con un fil di voce ed una furtiva lacrima che nulla di tutto ciò ci offre una ragionevole conferma?

Mi vien da piangere.

Ma non demordo. Posso sempre dimostrarti - mia piccola Tommasa - che non applichi la lapalissiana regola dei quarantaquattro gatti (in fila per sei col resto di due). Come? Chi l’ha inventata? A-ha, allora non hai letto il mio “Manuale astrologico dei quarantaquattro gatti”, che ho pubblicato nelle edizioni Laterza (Massimo) nel 1919, vestita di voilet e di chiffon.
Studia, Fernanda, studia! - diceva Pavese alla Pivano.

È così che ho insegnato a mio fratello a giocare a scacchi, e non faccio per vantarmi ma lo vincevo sempre.

E tu credi davvero che io abbia scherzato?
È per questo che mi vien da piangere.

> Sono solo mie ipotesi personali…

E io te ne ringrazio affettuosamente.
Qualunque cosa ti accada intorno, non smettere mai, per nessuna ragione, di farne.

… … …

In un’altra occasione mi sono trovata di fronte allo stesso atteggiamento, ed ancora una volta ho chiesto:

Perché dai a Chirone questo significato?

> a fiuto, senza nessuna fonte in particolare. Ma come ho detto… sono in stato di ignoranza transitorio al riguardo. Ho detto una cavolata tanto grossa?

Beh, visto che se fossi nata nel mondo delle Piattole, io - con la mia altezza - ci farei già la mia discreta figura, ed appurato che siamo tutti in stato di ignoranza cronica, essere in stato di ignoranza transitoria è già titolo di merito.

Il punto, comunque, non è se hai detto o no una cavolata, ma piuttosto che mi interesserebbe sapere da quale orto viene questo cavolo; vale a dire: non per non fidarsi, ma proprio per non aver fiducia, a meno che tu non sia un Ente Trascendente (che fa pure rima), quel che tu chiami “fiuto” ha comunque alla base un qualcosa che - mi consenta - zio Immanuel chiamerebbe “giudizio analitico a priori”, oppurverosia, devi comunque aver fatto due più due di qualche tua nozione.
Tanto i cavoli che i mazzolin di rose e di viole (ondesiccomesuole) partono comunque da una ipotesi, isn’t it? Lo diceva anche DeAndré che dai diamanti non nasce niente (e tutte le volte Monsieur DeBeer gli rispondeva “Questo lo dici tu” ).
Mi avresti detto la stessa cosa se - per esempio - io avessi scritto “ragazzi, io ci ho Venere congiunta a 1999 TD10″? Perchè anche se tu mi avessi risposto “Ah, ecco! Ed io che pensavo che dipendesse dal fatto che hai picchiato la testa da piccina!”, già saresti partita da un pre-concetto.
Non credere che io stia tentando di fare una frittata con l’uovo trovato nel pelo: sto semplicemente tentando di dire, con la dovuta serietà, che il primo dovere dell’astrologo dovrebbe essere proprio quello di non baloccarsi con le metafisiche nascenti dal suo delirio di onnipotenza (tipo Saddam Hussein buonanima quando diceva con l’occhio mistico che era Allah in persona che si era teofanizzato a lui in sogno e gli aveva detto “UéSaddà!”, ma non spiegava né quante piste si era fatto prima del pisolino né come mai Allah parla in napoletano).

> Con il tempo spero di correggermi,

Non è necessario il trascorrere degli innumerevoli Eoni intercorsi dalla penultima incarnazione del Buddha all’ultima; e neanche tutta ’sta cultura (come dicevano both Berlu and il Prode assegnando il Ministero della Pubblica Istruzione). Però è indispensabile chiedersi sempre noi-chi-siamo dove-andiamo da-dove-veniamo, possibilmente evitando di risponderci con delle sconcezze, altrimenti ci viene il magone.

Ossia: a me va bene anche che tu mi dica che il fiuto ti viene dall’osservazione dei fondi della pattumiera: in fin dei conti, se invece che la famosa mela fosse caduto un cocomero acerbo, Newton non l’avrebbe fatta tanto lunga e io non avrei sempre preso quattro a Fisica.
Quel che chiedo è che - da qualunque parte ti venga il fiuto - tu sia consapevole che il tuo organismo va avanti con quel che respiri. Cioè che tu sappia - almeno alla bell’emeglio, come funziona quel molliccio grigiastro che ti sta tra un orecchino e l’altro; il che fa la differenza tra l’insight e il pasticcio di cervello e mandorle alla trevigiana.

Guarda, in questi anni io ne ho sentito di tutti i colori, sfumature e pattern, ma solo raramente mi sono sentita dire qualcosa di meglio che “il tale asteroide è stato chiamato Nutella, dunque io - dato che credo in Dio Padre Onnipotente che, nella sua Infinita Bontà, ha voluto ispirare l’astronomo battezzatore - lo uso a maggior gloria di Dio come significatore astrologico del diabete”.
Sarà che quando sono nata io Nettuno era in ferie, ma non ho mai potuto fare a meno di chiedermi se la Veggente in questione ci era o ci faceva. Ehm, nel pieno e democratico rispetto delle str/anezze altrui, obviously.
Dunque, Mia Cara Figliuola, visto che tutto quello che ho un giorno sarà tuo, vediamo se nel frattempo - tra me e te - si riesce a non far ridere i polli, e se proprio non ci riusciamo, almeno vediamo se ci se ne cava un po’ di euri, che quelli fanno sempre comodo.

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Mag 4, 2008

Il Centauro Chirone e “Il Minotauro” di Durrenmatt

Posted by admin under Chirone, Mitologia

Ecco un altro post inviato da me ad una Mailing List privata.

Come ho specificato nella mia precedente e-mail [Chirone e Mustard], molta della drammaticità degli eventi portati ad esempio dipende dal criterio di selezione degli aspetti, tutti e tre decisamente critici (congiunzione, opposizione, quadratura). Usare solo questi aspetti e solo al Sole e alla Luna e solo con un’orbita di 1-1 gradi è l’unico criterio che io conosca per individuare con la massima chiarezza possibile se l’astro in questione “dice qualcosa” e “che cosa dice”. In caso contrario, l’astrologo non si libera da un vortice di associazioni mentali che - novantanove su cento - sono dialetticamente affascinanti, ma non servono a nulla nell’interpretazione pratica. Non si conta il numero degli astrologi che rifiuta Chirone perché non trova sufficiente riscontro pratico… ma “sufficiente riscontro pratico” a che cosa? Ovviamente, al contatto tra la storia mitica e le vicende del consultante. Ma nel tema noi abbiamo astri, ***non*** miti!

Comunque, ferma restando la validità delle precedenti regole - che portano, ad esempio, a conoscere bene l’effetto di un transnettuniano quale potrebbe essere 1999TD10, che non ha altri nomi al di fuori di questo, e probabilmente non li avrà mai - quando abbiamo già una certa pratica del peso “critico” di un astro, possiamo anche sbrigliare la nostra fantasia, e partire per un’infinita serie di ricerche basate su criteri meno rigidi, e tali da ricondurre l’astro dal laboratorio asettico di ricerca alla pratica del consueto counseling astrologico.

È quello che intendo proporvi ora: mi sento di farlo dal momento che ho già acquisito una certa scioltezza nell’interpretazione di Chirone, e credo di aver identificato quasi tutto di quel che è e quel che non è. Scioltezza che ***non deriva affatto*** dall’aver letto tutto il leggibile su Chirone, ma dall’aver cercato Chirone in non so più quanti temi tra quelli splendidamente gestiti dal mio SolarFire, che sono, al momento, esattamente 177.085).

Bene: allora, cerchiamo Chirone in tutti gli altri aspetti maggiori (trigono, sestile, quinconce), e per buona prudenza manteniamo il criterio dell’orbita esatta, il che ci consente - a rigor di logica - di vederne non semplici effetti, ma “effettoni” nella loro massima espressione possibile. Comincio col dire che una preliminare selezione tra i suddetti 177.085 temi - basata sul criterio “i cinque aspetti maggiori con orbita 1-1 gradi agli astri tradizionali + Nodo” e (deo gratias) effettuata da SF in pochi secondi - mi offre 884 temi.

Le domande che mi pongo sono:

a - L’attribuzione mitologica Chirone-guaritore trova un significativo riscontro nell’astrologia pratica?

b - che cosa ha a che fare Chirone con la categoria dei medici e/o guaritori di qualsiasi genere? Come si esprime nel loro tema?

Vediamo un po’.

1 - Francesco Alberoni - 31 dic 1929, ore 08 -1 Borgonovo V.T. (PC) Qui Chirone, in congiunzione esatta al Nodo e al FC è in trigono esatto al Sole all’Asc e in congiunzione alla Luna. Alberoni non è sempre stato il sociologo-divulgatore che i più conoscono. Si laurea in medicina a Pavia con una tesi sulla psicologia della testimonianza. Studia psicoanalisi e poi statistica con Giulio Maccacaro. Passa a Milano dove, come assistente di Padre Agostino Gemelli, compie importanti ricerche nel campo della probabilità soggettiva. Inizia la sua carriera di docente come libero docente in Psicologia e in Sociologia, nel 1963, e solo nel 1964 si dedica completamente alla Sociologia. Nella RS di quell’anno, Chirone è all’esattissimo mezzopunto del trigono suddetto, il che significa che sta transitando in 2^, in sestile a Sole-Luna-Ascendente e partimenti in sestile a Chirone radix-Nodo. Per esattezza diciamo che nel suo tema si è formato un aquilone, dato che RSUrano è esattamente opposto a RSChirone, e di conseguenza in trigono ai luminari ed a Chirone-Nodo radix. Come “mette bocca” Chirone in questo caso? Il Chirone radix tende a farlo sentire stretto da qualsiasi parte, sia come psicologo che come sociologo e perfino, come ebbe a dire in un’intervista, come divulgatore scientifico. Rende il suo “senso delle radici” del FC instabile e “vagabondo” e lo porta ad “infiltrarsi” in campi diversi, dei quali a poco a poco si impadronisce. L’effetto si nota a maggior ragione nell’anno in cui, da medico-psicologo, passa a sociologo. Aggiungerei una spiegazione nettamente Chironiana a questa scelta: la psicologia, la psicoanalisi, con il loro contatto “duale” paziente-medico non lo soddisfano affatto. Chirone tende a fargli sentire che, prima di esaminare i problemi del singolo, è conveniente esaminare i problemi della collettività (fin dall’inizio si era dedicato alla psicologia statistica). Il che corrisponde a quella specie di “intimità distaccata”, di “approfondimento superficiale” che caratterizza i rapporti chironiani.

2 - Karl von Basedow - 28 mar 1799, ore 14 LMT, Dessau, Germany Ancora un Chirone al FC, questa volta in quinconce esatto al Sole in 9^. Si tratta del medico che fornì la prima dettagliata descrizione della malattia comunemente chiamata morbo di Basedow o di Flaiani-Basedow, cui il medico italiano Flaiani aveva già descritto in una sua memoria clinica. La malattia va anche sotto il nome di morbo di Graves ed è un ipertiroidismo autoimmune (pare a causa LATS o long-acting thyroid stimulation). Tuttavia Basedow era noto ai suoi contemporanei come un “esperto di tutto un po’”, un ricercatore che non si concentrava in un’unica direzione. Non sono sufficientemente esperta di astrologia medica per avanzaree di molto nelle analogie: ma qui potrebbe bastare il fatto che - se esistesse la Giustizia ;o) - il morbo di Basedow dovrebbe chiamarsi morbo di Flaiani. Sottolineo anche che i Centauri in generale sono connessi a tutto quel che ha a che fare con le anomalie al sistema immunitario.

3 - Ecco un tema interessante: Louis Pasteur, 27 dic 1822, ore 02 LMT, Dole, France. Un chiarissimo Chirone in 6^ cuspide quadra esattamente la congiunzione esatta Sole-Nettuno-Venere. Pasteur è universalmente noto, ma pochi sanno che non era e non fu mai un medico, ma un chimico infiltrato nella ricerca medica, e proprio per questo tormentato, angariato ed emarginato per tutta la vita. Vale comunque la pena di ricordare che è considerato il padre della sieroterapia medica.

4 - Maria Montessori 31 agosto 1870, ore 08.30 LMT, Chiaravalle (Ancona) Ecco un quinconce esatto di Chirone in 9^ al Sole in 2^. La conosciamo tutti per il suo metodo pedagogico che - al tempo - venne bollato come “anarchia educativa” e che in realtà comporta che l’educatore lasci al bambino una libertà espressiva praticamente assoluta, limitandosi ad intervenire solo su richiesta di aiuto o in caso di autentica emergenza. La conosciamo anche per la sua grande sensibilità nei confronti dei bambini poveri, diseredati, handicappati. Quel che conosciamo meno è che nel 1899 fonda una scuola che si pone come scopo il totale e completo reinserimento dei bambini handicappati (gli indesiderati) nella società. Nella sua rivoluzione solare di quell’anno, RSChirone, dalla 4^casa, quadra esattamente il Sole radix ed è in esatto trigono a se stesso.

E con questo tema concludiamo non solo l’elenco delle segnature chironiane in temi di medici, ma il completo elenco di tutti i temi che abbiano anche lontanamente a che fare con la medicina classica o alternativa o con qualsivoglia pratica paramedica della mia selezione di 884 temi chironicamente significativi. Detto più tecnicamente: su 884 temi assortiti che mostrano almeno uno dei 5 aspetti maggiori ad uno qualsiasi dei pianeti tradizionali+Nodo, vi sono solo 4 temi di medici-guaritori.

Non so che cosa ne pensate voi, ma per quanto mi riguarda la conclusione è che se su 884 temi di varia umanità solo e solamente ***quattro*** si possono riferire al contatto Chirone-medicina, beh, vuol dire che il planetoide Chirone, dal punto di vista astrologico, non ha nulla, ma proprio nulla a che fare con il medico-guaritore della mitologia associata al suo nome.

> Per quel che mi riguarda, posso dirti che tutte le persone che conosco strettamente e che hanno a che fare con la cura e la guarigione altrui hanno un forte Chirone nel loro oroscopo.

Un mio amico psicoterapeuta ha Chirone esattamente congiunto al Nodo Nord; conosco una pranoterapeuta con Chirone al MC; la mia ex-fidanzata che studia medicina ha Chirone al Discendente; un’altra mia amica cha fa volontariato con malati terminali ce l’ha esattamente all’Ascendente.

Sì, stai sottolineando delle ricorrenze decisamente interessanti. E, prestando la dovuta fede alle tue parole, anche significative dal punto di vista tecnico: immagino che quando scrivi “esatto” tu alluda all’aspetto di orbita numericamente precisa, con soli +1 -1 gradi di tolleranza.

Mi permetto però - pur senza avere i temi dei tuoi conoscenti sotto gli occhi - di suggerirti una interpretazione alternativa: in quei temi, Chirone potrebbe (molto più plausibilmente, a mio avviso) indicare ***non*** che quei tuoi conoscenti sono legati alla medicina/guarigione, ma ***perché*** sono legati a quel che sono legati, cioè ad una scelta professionale (o comunque ad una traduzione pratica) che consente loro di “sfogare al meglio” un qualche loro dolore esistenziale.

Sarebbe sbagliato, a tuo parere, “isolare” nel carattere di tutti loro il “virus” che li porta a provare (ad un livello neanche troppo inconscio) un tale orrore ed una ribellione così prometeica contro il male di vivere, contro la sorte umana fatta di malattia, mutilazione e morte, da consacrare la maggior parte della loro vita e delle loro energie in questo combattimento, secondo le modalità della professione medica?

E non solo questo, ma dimmi, sarebbe azzardato sostenere che i tuoi conoscenti che hanno un MC, un Asc e soprattutto un Nodo chironiano sono, fra tutti, coloro che sentono maggiormente il loro impegno come una “missione”? Che più degli altri, e con maggiore sincerità, ripetono: “Sembrerebbe che fossi io ad aiutare quei poveretti, ma la realtà è che sono loro a darmi la forza ed il coraggio di andare avanti!”

E non pensi che questa loro concezione derivi direttamente dal dolore della più profonda delle loro piaghe? Quella che li tormenta a tal punto da costringerli a far qualcosa, qualsiasi cosa, pur di evitare di soccomberle?

Se mi rispondi di sì, allora siamo perfettamente d’accordo, e su tutta la linea.

Vedi? In fin dei conti, ci vuole poco per andare d’accordo con me: basta darmi sempre ragione ;o)

Ora: se leggi in particolare quel che scrivo nel post Chirone-Gay, non è necessario che ti spieghi perché ti chiedo di staccarti un attimo dalla simbologia Chirone-medico; giusto quel tanto che basta per tirar fuori dal tuo archivio-dati altri due o tre temi chironicamente significativi, secondo gli stessi criteri di selezione che hai precedentemente usato.

Ed ora analizzali, e alla parola “medico”/”medicina” sostituisci la parola che denota la loro professione, o il loro hobby fondamentale, o affini. E usa Chirone non come “guaritore iscritto all’albo” ma come quel che ti indica ***perché*** uno fa il libraio per vocazione, l’altra non ha avuto figli per dedicarsi agli animali, l’altro ancora lascia cento euro in mano a qualsiasi pezzente gli chieda l’elemosina. Mi piacerebbe ***moltissimo*** che tu mi comunicassi i risultati della tua osservazione!

> Se poi vogliamo dire che sia SOLO un guaritore, allora certamente non lo è.

Questo è poco ma sicuro.

> Senza identificarlo necessariamente con lo scroccone dello Zodiaco

Tutta l’Acqua che tu ed io abbiamo in comune, evidentemente, ci porta a provare il medesimo fastidio per Chirone “l’intrusore”. Per quanto mi riguarda, amo così tanto “Il Minotauro” di Durrenmatt che se leggi la presentazione qui riportata nel mio profilo, vedrai quanto di questo libro vibra in quelle parole, ed in particolare nel pensiero conclusivo.

Per quanto riguarda te. vediamo, perché ti ribelli all’ingiustizia di chiamare Chirone “intrusore”? Non sarà che sul tuo Chirone radix in 11^ sta agendo il trigono di Plutone in transito nella tua 7^, la casa “della legalità sociale” e del rapporto diretto Io-Altro? Magari innescato dal caldo e protettivo trigono della Venere attualmente leonina, transitante avanti ed indietro nei gradi “sensibili” di trigono al Chirone medesimo, e che ora, proprio ora, sta accarezzando il tuo Fondo del Cielo?

…povero Chirone! Possibile che abbia finalmente trovato un alloggio, offerto con generosità dalla tua Casa della casa? Certo è che ti stai dando da fare per trovargli un posto fisso, e - tra i tanti - l’Acquario che suggerisci mi piace, e forse anche a Chirone, se non altro perché in cielo orbita tra Saturno ed Urano.

Guarda il caso, ora Chirone è proprio in Acquario, ed al sestile dell’intraprendente, faccendiere e ficcanaso Giove sagittariano.

> sicuramente Chirone può indicare un notevole eclettismo, un saltare da un argomento all’altro in maniera dilettantesca, e una certa presunzione da GURU di periferia.. Non saprei, ma potrebbe anche essere.

Potremmo lavorare un po’ su queste tue immagini, temi alla mano. Suppongo che si potrebbero notare meglio in una prospettiva dinamica del tema (a tuo piacere, transiti, rivoluzioni solari annuali e semestrali, rivoluzione lunare, arco solare. Delle altre tecniche, poco mi intendo).

> Ci sono poi temi in cui è evidente la ferita ma di guarigione neanche l’ombra.. Come il tema del mio migliore amico in cui Chirone esattamente al FC gli ha fatto avere un rapporto terribile con il padre, con botte da orbi, fughe da casa e morte prematura del padre stesso.

Sì, anche questo è verosimile, anche se quel che scrivo a proposito della ferita potrebbe fare al nostro caso ora, rovesciandone il significato da “ferita” a “guarigione”.

Oh, a proposito. Naturalmente non ignori che la congiunzione ad uno degli angoli del cielo è un criterio primario di selezione dell’importanza di un astro.

Dunque, questo tuo amico ha un Chirone importante. Bene: perché non provi ad approfondirne lo studio - a puro titolo sperimentale - cercando di isolare i motivi per cui - suppongo - questo suo Chirone non si è manifestato come medico o guaritore? Si impara molto, moltissimo, anche da questo genere di verifiche. E, ancora una volta, sarei veramente felice se tu me ne facessi parte.

> Non ho ancora capito invece SE e IN CHE MODO Chirone possa rappresentare il Feritore. Nel mito il feritore è sempre esterno al Centuaro, ma da un punto di vista psicologico credo che esso faccia parte a pieno titolo della simbologia di Chirone e rappresenti il lato plutonico, infernale che il Centuauro si tira dietro dalla Nube di Kuipfer da cui fu presumibilmente catturato.

Eccellente! Veramente eccellente! Non sai quanta gioia traboccante provo, leggendo queste tue ultime parole, che davvero non mi aspettavo!

Il motivo è questo: tu hai - consapevolmente o inconsapevolmente - fatto uso di uno dei più importanti strumenti teorici a disposizione dell’astrologo-ricercatore, vale a dire ***la metafora orbitale***. Si tratta della semplice constatazione che il significato astrologico di un astro non deriva da storie, novelle e mistiche corrispondenze al suo nome, MA dal modo in cui è la sua orbita, da come la percorre, da quanto è schiacciata come ellisse, da quanto tempo ci mette, dalla parte del sistema solare in cui è e si muove, eccetera.

Quando si usa il libro di mitologia solo per puntellare la zampa traballante del tavolino su cui calcoliamo gli oroscopi, e passiamo ad approfondire la metafora orbitale, allora sì che l’astrologia ci fiorisce in mano!

Quanto a Chirone feritore: vediamo se riesco a spiegartelo coerentemente a quanto ho appena scritto ;o) cioè citando un pezzo de “Il minotauro” di Durrenmatt. È il pezzo in cui il Minotauro, vagando nella sua solitudine diseredata, trova la fanciulla.

Per favore: prova ad immaginare che qui si parli dei Centauri astrologici in generale e di Chirone in particolare. Ogni singola parola, ogni sia pur minimo gesto, si addicono alla perfezione all’uno e agli altri.

Si mosse verso la parete di vetro più vicina, un’immagine gli si mosse a sua volta incontro mentre altre immagini con­temporaneamente si allontanavano. Toccò la sua immagine con la destra, toccò la sinistra della sua immagine che risultò liscia e fredda al tatto, davanti a lui le altre immagini si toc­carono in immagini d’immagini. Si spostò lun­go la parete toccando lo specchio liscio, co­prendo con la mano destra la sinistra della sua immagine, con lui si spostò l’immagine, e come tornò poi indietro lungo l’altro lato del­la parete di vetro, tornò indietro anche la sua immagine.

Divenne più spavaldo, fece salti, fe­ce capriole, e con lui fece salti e capriole un’in­finità d’immagini. Da quel correre e dalle ca­priole, dai balzi e dal muoversi sulle mani tale divenne la sua baldanza, visto che le im­magini facevano contemporaneamente lo stes­so che faceva lui, tanto che gli parve d’essere come un capo, anzi di più, come un dio - se avesse saputo cos’è un dio - da quella gioia infantile scaturì un po’ per volta una ritmica danza dell’essere con le sue immagini che era­no in parte specularmente inverse e in parte, quali immagini d’immagini, identiche all’esse­re, e poi ancora, quali immagini di immagini di immagini, specularmente inverse, sino a perdersi nell’infinito. L’essere danzò per il labirinto, attraverso il mondo delle sue immagini, danzò come un bimbo mostruoso, danzò come un mostruoso padre di se stesso, danzò come un dio mostruoso attraverso l’universo delle sue immagini. D’un tratto però interruppe la danza, s’irrigidì, si accovacciò, fissò con occhi attenti, e con lui s’accovacciarono e scrutarono le sue immagini: danzando, l’essere aveva scorto, fra le immagini danzanti, degli esseri che non danzavano e che non erano immagini che gli ubbidivano.

La fanciulla, riflessa anche lei come l’essere accovacciato, stava immobile, nuda, con lunghi capelli neri, fra quegli esseri accovacciati che erano dappertutto, davanti a lei, accanto a lei, dietro di lei, come dapper­tutto era anche lei, davanti a lui, accanto a lui, dietro di lui.

La fanciulla non osava muoversi, lo sguardo spaurito fisso sull’essere ac­covacciato davanti a lei e che le era più vicino. Sapeva che esisteva un solo essere accovac­ciato, che gli altri esseri accovacciati erano im­magini, ma non sapeva quale fosse l’essere e non una sua immagine. Forse quello accovac­ciato davanti a lei era l’essere, forse la sua immagine riflessa, forse un’immagine della sua immagine, la fanciulla non lo sapeva. Sapeva solo che la sua fuga da lui l’aveva condotta a lui, e accanto all’essere accovacciato vedeva specchiata se stessa, e più oltre scorgeva se stessa di spalle e accanto a sé un essere acco­vacciato di spalle, e così via, per spazi infiniti. Le mani incrociate sul seno, guardava affasci­nata l’essere sempre ancora accovacciato da­vanti a lei. Credeva di poterlo toccare. Crede­va di avvertirne il respiro. Credeva di udirlo an­simare. La testa poderosa coperta d’un rado vello marrone chiaro era quella d’un uro, alta la fronte, ampia e invasa di lanuggine arruffa­ta, corte le corna, e ricurve così che le punte corrispondevano alle radici, gli occhi rossastri apparivano alquanto piccoli in rapporto al cranio, e sporgente l’orbita in cui si trovavano, e imperscrutabili gli occhi. Il dorso massiccio del naso appena arcuato culminava nelle frogie sbieche; dalla bocca pendeva una lunga lingua violacea e da sotto il mento un ciuffo arruffato incrostato di bava. Tutto questo sarebbe stato sopportabile, insopportabile era il farsi uomo di quel toro. Oltre il cranio d’uro s’inarcava una montagna di pelo cespuglioso e poi anco­ra raso, dalle cui ispide ciocche spuntavano due braccia umane poggiate sul pavimento ve­troso. Pareva che la testa orribile e la gobba che la sovrastava fossero l’escrescenza del cor­po d’un uomo che stava rannicchiato davanti alla fanciulla, e poi anche accanto e dietro di lei, pronto a balzare.

Il minotauro si alzò. Era imponente. Capiva improvvisamente che c’era qualcosa d’altro oltre ai minotauri. Il suo mon­do s’era raddoppiato. Vedeva gli occhi che si rispecchiavano ovunque, la bocca, i lunghi ca­pelli neri che scendevano sulle spalle, vedeva la pelle bianca, il collo, il seno, il ventre, l’in­guine, le cosce, il connettersi e comporsi di tutte quelle parti. Si mosse verso di lei. Quella si allontanò da lui, mentre altrove gli si muo­veva incontro. L’inseguì attraverso il labirinto, lei fuggiva. Fu come se una bufera avesse scompigliato minotauri e fanciulle, a tal punto turbinavano discostandosi, confondendosi, ac­costandosi l’un l’altro, e quando la fanciulla gli corse fra le braccia, quando toccò d’un trat­to il corpo, la carne calda, bagnata di sudore, e non il duro vetro che aveva fin lì toccato, comprese - nei limiti in cui si può parlare di comprendere da parte del minotauro - che fino a quel momento era vissuto in un mondo in cui c’erano solo minotauri, ciascuno rinchiuso in una prigione di vetro, mentre ora toccava un altro corpo, toccava altra carne.

La fanciulla si divincolò: la lasciò fare. Arre­trò, i grandi occhi fissi su di lui, e quando lui cominciò a danzare, cominciò a danzare la fan­ciulla e le immagini d’entrambi danzarono an­che loro. Lui danzò la sua deformità, lei danzò la sua bellezza, lui danzò la gioia d’averla tro­vata, lei danzò la paura di essere stata trovata, lui danzò la sua liberazione, lei danzò il suo destino, lui danzò la sua smania, e lei danzò la sua curiosità, lui danzò il suo addossarsi, lei danzò la sua ripulsa, lui danzò il suo penetrare, lei danzò il suo avvinghiare. Danzarono, e danzarono le loro immagini, e lui non seppe di prendere la fanciulla, non poteva sapere nemmeno che l’uccideva, perché non sapeva co­s’era vita e cosa morte. In lui non c’era altro che incontenibile felicità fusa con incontenibi­le piacere. Proruppe in un muggito quando prese la fanciulla, e negli specchi minotauri presero fanciulle, e il muggito fu un grido immenso, un portentoso grido universale, co­me se altro non esistesse che quel grido che si confuse col grido della fanciulla, e poi lui giacque, e negli specchi giacevano minotauri, e giacque il bianco corpo nudo della fanciulla dai grandi occhi neri, rispecchiandosi nelle pa­reti.

Sollevò il braccio sinistro della fanciulla, e quello ricadde, il destro, e ricadde, ovunque ricadevano braccia. La leccò con la sua enorme lingua violacea, leccò la faccia, il seno, la fan­ciulla rimase immobile, tutte le fanciulle rima­sero immobili. La rivoltò con le corna, la fan­ciulla non si mosse, nessuna fanciulla si mos­se. Si raddrizzò, si guardò attorno, ovunque c’erano minotauri eretti che si guardavano at­torno, e ovunque ai loro piedi giacevano bian­chi corpi di fanciulle. Si chinò, sollevò la fan­ciulla, mugghiò, lamentò, sollevò la fanciulla verso il cielo buio, e ovunque minotauri si chi­narono, sollevarono fanciulle, mugghiarono, la­mentarono, sollevarono fanciulle verso il cielo buio, e poi depose la fanciulla fra le pareti di vetro, le si distese accanto e si addormentò, e tutti i minotauri con lui, stesi sul pavimento pieno di bianchi corpi nudi di fanciulle. Dor­mì e sognò la fanciulla dai capelli neri e dai grandi occhi, l’inseguì, giocò con lei, l’attirò a sé, l’amò, e quando aprì gli occhi c’era qual­cosa sul suo petto, artigliato nel suo ciuffo incrostato.

Gli sfiorava il naso con le ali e tuf­fava da qualche parte accanto a lui il nudo collo bianco giallastro con la piccola testa, gli occhi rossi e il poderoso becco stranamente ri­curvo. Sulle pareti s’era posato un fitto gro­viglio di penne, colli, occhi, becchi, e traccia­va cerchi su di lui, oscurando il chiarore del­l’alba, piombava giù, si tuffava, strappava, beccava, scarnificava, scavava, divorava, strideva, volava via, tornava in volo, piombava di nuo­vo giù, si rispecchiava nel cadere e nel risalire, senza che lui capisse perché piombava giù, si tuffava, strappava, risaliva, girava, tanto era avvolto dallo sfarfallare e dallo sbattere delle ali, e quando, a giri sempre più alti, si dissolse nel nulla luminosissimo del cielo ora sfavillan­te, il sole irruppe attraverso le pareti di vetro e gli marchiò nel cervello la sua immagine, di­sco possente e rotante che infiggeva raffiche di fuoco nel cielo in segno d’ira per il misfatto di sua figlia Pasifae che aveva partorito un essere - ingiuria agli dei e maledizione all’uo­mo - condannato a non essere dio, né uomo, né animale, bensì solo minotauro, colpevole e incolpevole insieme. Vide l’immensa ruota sa­lire rivoltando, tenne chiusi gli occhi e la ve­deva ugualmente, ruota della maledizione che gravava su di lui, ruota del suo destino, ruota della sua nascita e ruota della sua morte, ruota che gli bruciava il cervello senza che sapesse cosa fossero maledizione, destino, nascita e morte, ruota che si rivoltava su di lui, ruota cui era arrotato, e mentre giaceva lì, arso dal sole e dalla sua luce riflessa all’infinito, notò confusamente un piede che assomigliava al pie­de suo. Pensò che fosse la fanciulla, che avesse ripreso a muoversi e volesse giocare con lui. Sollevò il capo e vide ora due piedi che arre­travano. Si alzò. Davanti a lui stava un essere che assomigliava alla fanciulla e che pure non era la fanciulla, che reggeva uno stracciato mantello nella sinistra e nella destra una spa­da, e il minotauro non sapeva cosa fossero mantello o spada, sapeva solo - dal momen­to che all’abbagliante luce del sole le pareti non riflettevano più immagini - che i minotauri e le fanciulle lo avevano abbandonato, e che anche la fanciulla che aveva preso doveva es­sersi di nuovo mossa e dileguata, poiché non era più lì. Era espulso dal suo mondo di mi­notauri, solo con quell’essere che, scrutandolo, arretrava, si fermava, gli si faceva incontro e arretrava di nuovo. Il minotauro gli si avvicinò pieno di buona volontà, anche se non disponeva di un concetto per questo sentimento, che era diverso da quello che aveva provato per la fanciulla, meno impetuoso, meno smanioso.

Era contento di poter giocare e di rincorrersi con lui per le gallerie, forse quell’essere lo avrebbe condotto dagli altri minotauri e dalle fanciulle e dagli esseri fatti come quell’essere nuovo. Doveva solo comportarsi con lui con maggiore prudenza, più delicatamente, altri­menti sarebbe diventato immobile. Il minotau­ro sbuffò contento e, quando l’essere agitò an­cora il mantello, cominciò a danzare. Davanti alle pareti rese radiose dalla luce del sole, i due si mossero come ombre, il minotauro danzando e balzando, battendo le mani e poi ancora rapido pestando, l’essere agitando il suo panno, avanzando o arretrando, ripetutamente attac­cando con la spada che, celata sotto il mantello, aveva preso con sé nel labirinto per uccidere il minotauro, e ora nel trovarselo di fronte e nello scorgerne l’innocente candore, si ver­gognò.

Il minotauro gli girava attorno danzan­do, battendo le mani e pestando i piedi. Dan­zava la gioia di non essere più solo, danzava la speranza d’incontrare gli altri minotauri, le fanciulle e gli esseri uguali a quello con cui ora danzava. Dimenticò il sole danzando, dan­zando dimenticò la maledizione. Esprimeva solo gaiezza, gentilezza, leggerezza, tenerezza an­cora. Danzava, e l’essere spiava e balzava at­torno al minotauro, e quando il sole calò, as­sieme alle sue innumerevoli immagini diven­nero visibili anche le immagini dei due. Il mi­notauro danzò felice di aver trovato i mino­tauri e quegli esseri nuovi, presto avrebbe tro­vato la fanciulla che aveva preso e che era di­ventata immobile e si era poi dileguata, e le altre fanciulle che erano state prese dai mino­tauri ed erano poi a loro volta diventate im­mobili e si erano dileguate.

Danzarono entrambi, accostandosi l’un l’altro, danzarono scostan­dosi l’un l’altro, le immagini s’incontravano, si sovrapponevano, s’intersecavano. Ovunque c’e­ra un minotauro che danzava, girava su se stes­so, e ovunque un giovane che balzava avanti e balzava di nuovo indietro, molleggiandosi, e poi anche a capriole, aspettando di colpire, e quando il sole calò dietro il labirinto, e le pa­reti si accesero d’un rosso profondo affondò il colpo, balzò all’indietro, s’appoggiò a una parete, fissò il minotauro. Questi fece alcuni altri passi di danza, la spada nel petto, si fer­mò, estrasse la spada con la mano destra, l’os­servò stupito, si portò la mano sinistra sul petto che gorgogliava nero, gettò lontana da sé la spada che slittò sul pavimento, premette anche la mano destra sul petto, vacillò, parve volersi muovere barcollando, tornò a stare im­mobile. Era confuso. Non capiva cosa gli co­lorava le mani e nemmeno il dolore che gli infuriava il petto. Intuì solo che quell’essere che gli era balzato addosso e che gli aveva infisso qualcosa in corpo non lo amava come lo avevano amato tutti prima, i minotauri, la fanciulla, le fanciulle, e nell’intuirlo si fece sospettoso, tanto più che non era capace di pen­sare, tutto scorreva per figure e non per con­cetti davanti al suo spirito, era come un per­cepire in forma di scrittura figurata: forse la fanciulla non lo aveva affatto amato, e nean­che le altre fanciulle avevano amato i mino­tauri, e per questo s’erano immobilizzate e si erano dileguate. Forse appartenevano a quel­l’essere nuovo che era simile d’aspetto alla fan­ciulla eppure diverso, con un corpo robusto quasi quanto il suo, e che gli era balzato ad­dosso come quegli altri nuovi esseri erano balza­ti addosso ai minotauri che ora, come lui, si pre­mevano le mani sul petto da cui gorgogliava nero; e come apparvero le altre sei fanciulle e gli altri sei giovani, reggendosi l’un l’altro per mano, tanto che negli specchi la fila di coloro che si muovevano attorno pareva non interrompersi, anzi raddoppiarsi, quadruplicar­si, moltiplicarsi alla luce dell’imponente sera, e come trovarono il compagno che, appoggiato a una parete, sperava che il minotauro stra­mazzasse finalmente, l’uomo-toro ebbe l’im­pressione che l’intera umanità - se avesse potuto disporre del concetto - si avventasse su di lui per annientarlo.

Si rannicchiò. Si sen­tì minacciato, e per non aver paura oppose l’orgoglio alla paura, l’orgoglio d’essere mino­tauro, e chi minotauro non era, era suo nemi­co. Solo i minotauri avevano il diritto di essere nel labirinto, in un mondo al di fuori del qua­le non esisteva altro mondo per lui, poiché solo una sensazione vaga del calore animale delle stalle in cui era cresciuto fluttuava anco­ra nella sua memoria. Fu sopraffatto dall’odio che l’animale nutre per l’uomo, da cui l’ani­male è domato, maltrattato, cacciato, macella­to, divorato, l’odio primigenio che ciascun ani­male prova. Gli occhi gli si riempirono di rab­bia. Gli uscì schiuma dalla bocca, e come il giovane si staccò dalla parete, fraintendendo il rannicchiarsi del minotauro per il suo perire, convinto d’averlo mortalmente ferito, e come gli esseri umani, le fanciulle e i giovani forma­rono ora un cerchio attorno al rannicchiato senza far caso alla sua rabbia, e gioirono a loro volta e danzarono selvaggi girotondi attorno al minotauro, sempre più rapidi, sempre più spa­valdi, come se fossero salvi, sempre più insen­sati, senza considerare che il solo labirinto di per sé li condannava - neanche alla morte dell’uomo-toro avrebbero trovato l’uscita dall’intrico delle pareti a specchio -, sempre me­no prudenti nell’ebbrezza della supposta liber­tà, tracciando sempre più stretto il cerchio esultante, sempre più minaccioso coll’irrompe­re della notte, in cui lui non scorgeva più che esseri umani e non le proprie immagini poi­ché gli esseri umani che gli mulinavano e sal­tellavano attorno gli coprivano la visuale sulle pareti del labirinto al punto che queste non erano più nella condizione di rispecchiarlo, il minotauro si sentì abbandonato e tradito an­che dai minotauri. Roteò gli occhi, fremette, si chinò più a fondo, tese i muscoli, scattò ver­so l’alto, s’avventò, prese una fanciulla sulle corna e scomparve con essa, continuando a sca­gliarla in aria, nel labirinto. Tornando poi, fre­mente di rabbia, con le corna sudice di san­gue tante le volte che aveva colpito - trovò gli esseri umani ammassati in un groviglio con­fuso, mentre sopra di loro s’era già posata sul­le pareti l’affamata orda piumata, groviglio scuro su groviglio scuro, uno stormo il cui gra­cidare, sibilare, rauco gridare e schiamazzare si confondeva coi gemiti di paura degli esseri umani.

La luna stava per sorgere da qualche parte oltre il labirinto, la notte, appena segnata ancora dal sole tramontato, si rischiarò.

Il minotauro attaccò, colpì in un morbido muc­chio di corpi bianchi, si aprì un varco, tornò a colpire, si rivoltò, calpestò, schiacciò, infilzò, fece a brandelli, infierì, scannò, mentre attorno a lui era tutto un avventarsi, beccare, spaccare, digrignare, strappare, schioccare, tanto che il groviglio urlante e piangente degli esseri uma­ni in cui il minotauro infuriava fu avvolto dal­lo svolazzare fitto di stridenti avvoltoi: avvol­toi degli agnelli, capivaccai, avvoltoi col ciuffo, avvoltoi reali, avvoltoi col cappuccio, avvoltoi monaci, orecchiuti, calvi, neri, condor e urubu beccavano, ingoiavano, si rituffavano; l’uomo-toro furioso, colpendo senza tregua, svelse membra dall’intricato groviglio umano, bevve sangue, ruppe ossa, frugò in ventri e inguini, finché l’arruffata nube d’ali penne, colli, oc­chi, becchi, fauci e artigli si fu dissolta nella luce lunare.

Il minotauro si trovò solo. Abba­gliato dalla luna, rivide sulle fredde pareti le sue immagini riflesse come ombre nere che s’intersecavano e si sovrapponevano a formare un labirinto d’ombre nel labirinto. Sollevò le braccia, minacciò coi pugni, li agitò, e con lui sollevarono le braccia, minacciarono coi pugni, li agitarono le sue immagini, e la sua rabbia ne fu accresciuta al punto che si scagliò a capo taurino chino, alla cieca, addosso alla prima ombra. Sfondò la parete, cercò furioso fra le schegge di vetro l’immagine che pure era la sua e che gli sembrò sepolta sotto le schegge. S’av­ventò con la testa poderosa, e quando scorse nella parete successiva la sua immagine con­tinuò a non capire, attaccò di nuovo prorom­pendo in un urlo, le si gettò contro a capofitto così come quella parve gettarglisi contro a ca­pofitto. Rimbalzò, fissò furibondo con rossastri occhi d’uro la sua immagine che, come lui, lo fissava furibonda con rossastri occhi d’uro. S’avventò di nuovo, con maggiore violenza, rimbalzò con maggiore violenza, si rovesciò sulla schiena. La luna era sempre ancora die­tro il labirinto, però luceva attraverso le pareti, rispecchiandosi in loro come luna quasi piena, grottescamente ingranditi i frastagli dei crateri del versante non ancora arrotondato, e la luna si rispecchiò tante volte che il minotauro cre­dette di guardare in un universo di pietra per­corso da cicatrici. Fissò lo sguardo su quel mondo lunare, temette che il suo nemico si fosse rialzato. Si rotolò sui ventre, il traditore non si era ancora alzato, ma spiava, disteso sul ventre, verso di lui.

Il minotauro strisciò in­contro alla sua immagine che gli si avvicinò allo stesso modo, era pronto a levarsi di scat­to e a gettarsi sull’altro, ma nell’osservare quel­l’altro avvertì, mentre stava per levarsi di scatto, la stessa intenzione negli occhi dell’al­tro. S’impresse il volto del traditore, coperto di pelo, l’ampia fronte invasa di lanuggine ar­ruffata, sovrastata da un mucchio di schegge di vetro che scintillavano azzurrognole alla lu­ce lunare, le corte corna ricurve, il dorso ap­pena arcuato del naso, il muso bagnato, la lun­ga lingua violacea. Il minotauro ansimava tanto che il vapore delle sue frogie appannò lo spec­chio verso cui avanzava, e non vide così più la sua immagine, per disperdere la nebbia pas­sò istintivamente con la mano sull’umidità e, sorpreso allorché al di là della liscia super­ficie fredda apparve repentinamente l’enorme faccia da toro del traditore, picchiò istintiva­mente con la fronte e colpì con essa la parete anziché la fronte dell’altro che era nella parete e non fuori. Si bloccò, disorientato. Si distac­cò dalla parete, sbirciò pieno d’odio la sua immagine, e quella lui, colpì col pugno destro, l’immagine col sinistro, i due pugni s’incontrarono, nuovo scambio di colpi con lo stesso risultato, e allora colpì con entrambi i pugni, e così fece anche l’immagine: infine tambureggiò sulla parete. Tambureggiò la sua rabbia, tambureggiò la sua smania di distrug­gere, tambureggiò il suo desiderio di vendicar­si, tambureggiò la sua voglia di uccidere, tam­bureggiò la sua paura, tambureggiò la sua ribellione, tambureggiò l’affermazione di se stesso, ma d’un tratto avvertì che quell’essere davanti a lui, che era un essere come lui ep­pure anche il suo traditore, perché era un altro e perché tutto quanto non fosse egli stesso gli era nemico, era intoccabile, intangibile.
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Mag 4, 2008

Chirone e Mustard (dei Fiori di Bach)

Inserisco qui un dialogo tra me (inesperta principiante di Fiori di Bach) ed un Nturopata all’inizio dei suoi studi su Chirone: mi sembra che si tratti di uno scambio interessante, in quanto entrambi cercavamo un punto di contatto tra Astrologia e Naturopatia.
L’argomento si inserisce nel più ampio contesto dell’approfondimento del significato di Chirone.

> [...] ho cominciato a parlare di Mustard quasi per caso rispondendo ad una domanda …

…e già questo è molto chironiano, molto affine alla natura specifica di Chirone che, all’interno delle modalità espressive comuni al gruppo dei Centauri, “si intrufola” come un usurpatore, e astrologicamente caratterizza fasi della vita in cui un elemento apparentemente senza importanza sembra “essere magneticamente catturato” nella nostra orbita, come mille altri elementi senza alcuna importanza, e poi, a poco a poco, come il pulcino del cuculo appena uscito dall’uovo che sua madre ha deposto in un nido altrui, inizialmente piccolo e modesto, si fa grande a poco a poco e sfratta i figli legittimi della proprietaria del nido.

Se si tratta dunque di un’associazione con i periodi depressivi, sono senz’altro d’accordo, ma tenderei ad associarlo ai casi in cui la depressione giunge inaspettata ed insospettata, imprevedibile. Immagino che questo sia il tipo di depressione “dalle cause sconosciute” a cui allude Mustard.

Fisicamente ho riscontrato un transito di Chirone interessante in alcune persone che hanno visto gradualmente modificare un neo, al punto da dover correre ai ripari e toglierlo, per evitare complicazioni. Bene, mi prendo la libertà di cucire insieme tutti i tuoi post e di tagliare e cucire ;o) a mio arbitrio.

> questo fiore io lo considero un fiore Sagittariano

O.k., fin dagli inizi Chirone è stato associato al Sagittario, se non altro per via di quel “buco” negli schemi planetari. Io non sono particolarmente interessata alle tavole planetarie (non più, almeno), ma se parliamo dei pianeti ipotetici morpurghiani, escludo del tutto che Chirone possa essere assimilato ad Y, per non parlare della sua lontananza totale da X. Non ricordo più chi, ma qualcuno dei “Morpurghiani storici”, dopo grandi speranze per Cerere-X e Chirone-Y, abbandonò sconsolatamente sia l’uno che l’altro.

Ah, a proposito: una cospicua parte dell’astrologia statunitense domifica Chirone nel Serpentario, il “nuovo” segno che qualcuno colloca tra Scorpione e Sagittario. Me ne sono interessata anni fa, se non altro perché - in qualità di nata il 23 novembre - io dovrei essere nel bel mezzo del Serpentario. Ne ho concluso che non mi interessa inserire il Serpentario nel sistema zodiacale di cui faccio uso.

La domificazione in Serpentario veniva giustificata con il simbolo del Serpentario “guaritore” come i simbolici serpenti del caduceo e dei “logo” di tutte le farmacie ;o)

> in verità il Mustard cerca di fuggire per un malessere di vivere, in verità e come se avesse avuto tutto ma manca ancora qualcosa

Chirone esprime in maniera triste e dimessa i risultati dell’ansia di vivere ingorda, avida e talvolta bulimica del Sagittario gioviano. In questo è il rovescio della medaglia di Giove. Con la sua orbita più arrotondata di quella degli altri Centauri, mi ha sempre fatto pensare a chi viene costretto a qualche forma di “ascesi” o privazione susseguente al disgusto dato dall’iperalimentazione: cito un tema di un adolescente che, in corrispondenza ad un transito rilevante di Chirone al Sole, per consolarsi dal divorzio dei genitori, ha fatto una tremenda abbuffata di cioccolata, pagandone le conseguenze di un corpo che si ribellava (vomito etc) e da allora non sopporta più neanche la parola “cioccolata”.

> al positivo questo MUSTARD rappresenta una sorta di luce nel buio, ossia la serenità ritrovata anche in condizioni di povertà materiale, lo spirito che riesce comunue ad esserep iu forte di ondi disagio obiettivamente esistente, è per opposizione alla disarmonia la felicità del povero!

Ecco; qui stai parlando alla perfezione non di Chirone ma del centauro Pylenor (1994 TA), che orbita tra Saturno ed Urano, e potrebbe essere una versione più sgraziata, infelice ed emarginata di Chirone.

> questo è MUSTARD, FIORE SAGITTARIANO che significa LUCE (fiammella Sagittariana, torcia, tizzone acceso) che illumina nel BUIO.

Siamo d’accordo con le affinità al Sagittario. Ma Chirone - direi - non ha nulla a che fare con questa metafora, nel senso che - come ho detto in precedenza - non ha nulla di solare, luminoso o focoso.

> Ora, se il senso di Chirone è quello che come dici ci indica l’Isabella Orsini, ovvero un malessere di vivere senza apparent motivi validi, il fiore non è CENTAURY ma MUSTARD, non ho però sufficenti dettagli per valutare il mito di Chirone

Se accetti un mio modesto suggerimento, meno entri nel mito e meglio è.

> “Scopri Chirone in te NON quando qualcosa di ben preciso nella tua vita ti strazia l’anima, ma SOPRATTUTTO quando senti l’anim straziata e ti sembra quasi che non ci sia un vero e propri motivo oggettivo nella tua vita perchè questo accada.”

> A questa frase dell’Orsini ora incollo qui sotto uno dei significati del fiore Mustard dato dallo stesso Edward Bach:

> Parola di Bach: “Per coloro che sono soggetti a periodi di malinconia o, addirittura, di disperazione, come se una nube fredda e oscur gettasse un’ombra cupa su di loro offuscando la luce e la gioia di vivere. Non è sempre facile trovare una spiegazione razionale a queste crisi”. Questo è indubbiamente un fatto che merita attenzione.

> Incollo poi qui una delle spiegazioni del fiore: Mustard-Stato negativo: condizione di ipersensibilità, di chi “cammina sul filo del rasoio”. Crisi periodica e altalenante di depressione, tristezza, disperazione e malinconia, per causa ignota, immotivata, senza una chiara origine e che arriva all’improvviso (nube nera), permane per giorni, settimane, o addirittura mesi, finché altrettanto improvvisamente, scompare, senza causa apparente. Il soggetto non appare perٍ mai felice, è scomparsa la sua voglia di vivere e di sorridere.

Ed eccoti le keywords per Chirone, di Julián Garcia Vara (1998) Sradicamento, disubicazione, intromissione, invasione, redenzione, salvazione, martirio, eroismo, strano, insolito, marginale, esilio, agitazione, commozione, rinnovamento.

> Confesso dunque che quando lessi il tuo articolo su Chirone non ebbi dubbi a ritenere che ANCHE questo asteoride poteva essere associato ai significati del fiore e viceversa.

Benissimo: allora abbiamo già raggiunto un’importante affinità di ipotesi. Anche io firmo quell’”ANCHE” e mi permetto di integrarlo in questo modo (per ora solamente come ipotesi di studio): Mustard è associato ai Centauri in gruppo. Cioè è impressionantemente vicino alle caratteristiche che i Centauri condividono come denominatore comune, e che poi esprimono esteriormente in un modo o in un altro.

Quel che dico - ovviamente - non deve essere considerato definitivo, ma più ci penso e più, per definire un Mustard chironiano mi trovo a ripercorrere nella mente tali caratteristiche comuni. Dunque, voto “forse” ad un Mustard chironiano nella specificità che distingue Chirone dai suoi compagni Centauri, ma voto “sì” ad un Mustard centaurico, soprattutto pensando ai Centauri dalle orbite più arrotondate (i Centauri femminili Hylonome e Chariklo e i maschili Chirone e Pylenor. Quanto ad Asbolo, per il momento lo escluderei)

> Ed è qui che nasce spontanea una mia domanda:

> “Che differenza c’è nei significati più prtofondi tra Chirone e il Nettuno Sagittariano?”

Per dirlo in due parole: Chirone ha ben poco di mistico. Se vogliamo dirlo rozzamente, la sua natura è più Urano-Saturno che Nettuno.

> A dire il vero infatti oggi sento che Mustard è molto più Chironiano che Nettuniano.

Per come io intendo Nettuno, non lo accosterei più di tanto a Mustard. Ma forse non conosco abbastanza bene Mustard.

> Percepisco cioè e qui correggimi tu, che non si tratta solo di una crisi “anomala” o “strana” (Nettuno) quanto piuttosto di una vera è propria rinuncia all’avere fisiio per una strada spirituale e mi chiedo non è forse Cihrone quello che decide di rinunciare all’immortalità del Corpo fisico?

Ecco, qui io la penserei all’opposto astrologicamente parlando, cioè definirei mistica o spirituale, come vuoi, la crisi nettuniana, e anomala e strana la crisi chironiana che è comunque “laica”, se così vogliamo dire. Comunque, temo di non aver compreso bene dove sia il misticismo-spiritualità di Mustard :o(

Dubbio: forse stiamo dicendo la stessa cosa ma non ci intendiamo sul significato della parola “spiritualità“? In questo contesto intendi “spiritualità” come distacco dal materiale, cioè un andare verso una visione più idealistica del mondo, non necessariamente di colorito religioso? Questo per me è Chirone, e mi sembrava di aver compreso che Mustard fosse qualcosa del genere (che però io definirei “ascetismo”).

A Nettuno attribuisco un colorito dichiaratamente mistico, là dove il pensiero della divinità agisce come una droga. In Nettuno vedo la contrapposizione a tutto ciò che è materiale, una contrapposizione che ha a che fare con il rifiuto del materiale.

In Chirone vedo una ascesi - o un tentativo di ascesi, che non riesce mai a prescindere veramente dalla dimensione umana.

Faccio un esempio rozzo, ma forse utile per spiegarmi meglio. Di fronte ad una terribile piaga nel corpo o nella mente di un essere umano, Nettuno si inginocchia e prega perché la piaga guarisca (utilizzando l’effetto ipnotico della preghiera per evadere dalla realtà del povero piagato), si inventa un qualche dio o paradiso nel quale il piagato sarà accolto solo grazie alla sofferenza della piaga, e - se proprio è del tutto agnostico - darà al piagato una canna o un po’ di morfina, perché slitti nella surrealtà. Per dirla tutta, io non credo affatto che Nettuno condivida la sofferenza del piagato, identificandosi cioè con lui. E se pensa al dolore del mondo, è solo per sfuggirlo con qualche anestetico fisico o mentale.

Chirone - e i Centauri - invece, si avvicinano, toccano la piaga infetta, e nell’attimo in cui la toccano, si rendono conto che quella è anche la loro piaga. Non propongono paradisi, ipnosi o anestesie, ma uno (spietato) lavoro di pulizia della piaga, non senza un certo compiacimento per il dolore che tale pulizia comporta (anzi, convinti che più la medicazione è dolorosa e lacerante, cruda, spietata, e meglio funziona), e senza una vera certezza di essere in grado di effettuare perfettamente la pulizia, e quindi di ottenere la guarigione. Là dove Nettuno offre rimedi - criticabili quanto si vuole, ma rimedi, i Centauri sembrano dire: “noi non abbiamo idea di quel che dobbiamo farne di questa piaga, ma una cosa è certa: se non facciamo nulla, il piagato morirà. Dunque, facciamo qualcosa. Mal che vada, meglio che il piagato muoia mentre gli stiamo facendo qualcosa, piuttosto che muoia perché lo abbandoniamo”. A mio parere, sono atteggiamenti molto diversi.

> ritengo che Mustard possa appartenere sia alla funzione Nettuniana di trasformazione profonda e sia a quella Chironiana.

Ah, vediamo un po’: per “trasformazione profonda” intendi quella che ha a che fare con l’inconscio? Cioè, intendi Nettuno-inconscio? I Centauri per eccellenza sono agenti dell’inconscio…

> interessante la descrizione di Cihrone usando la metafora del pulcino del cuculo: “….e poi, a poco a poco, come il pulcino del cuculo appena uscito dall’uovo che sua madre ha deposto in un nido altrui, inizialmente piccolo e modesto, si fa grande a poco a poco e sfratta i figli legittimi della proprietaria del nido”.

Sì, si tratta di una straordinaria immagine, indimenticabile ed utilissima per comprendere le modalità astrologiche di Chirone. L’autore di tale immagine è Juliàn Garcia Vara, in un saggio intitolato “Qualcuno volò sul nido del cuculo” che - sebbene datato (1998) e dunque con gli usuali acciacchi dell’età - rappresenta una pietra miliare per comprendere Chirone. Anni fa - in seguito alla mia traduzione - ottenni da Juliàn il permesso di pubblicare il testo in Italiano, che ora si trova nel mio sito, mentre ho completamente perso le tracce del testo originale in spagnolo.

.> Come Mustard, che è uno stato negativo che giunge senza motivo e pian piano deprime la persona al punto che uno si chiede: “ma perchè”? “Ha tutto cosa gli manca”? E poi senza motivo…passa e se ne va…e torna il sereno.

Non solo per Chirone, ma per tutta la famiglia dei Centauri, tale comportamento sembrerebbe adattarsi alla perfezione. Dato anche il fatto che la loro orbita ha una durata pari o maggiore di quella di Saturno, i loro transiti su un determinato punto del tema natale si avvertono e si distinguono chiaramente per la loro specificità.

Sicuramente, poi, sono astri che condividono alcune caratteristiche della natura transpersonale dei tradizionali tre ultimi pianeti, ed in particolare la grande difficoltà a disciplinare il loro effetto e di sottometterlo ai nostri comodi. Ed hanno un termine ben definito, il che li distingue dai pianeti tradizionali (ed impedisce di trattarli come tali in un tema astrologico). Il loro tempo è limitato, ovvero, prima o poi moriranno a causa del loro modo di essere.

Astronomicamente parlando, con ciò si intende che le loro orbite sono determinate dai pianeti giganti che li catturano mentre vagano a casaccio nei territori transnettuniani e con la loro forza di gravità li imprigionano e li attirano sempre di più, fino a quando l’attrazione sarà tale che i poverini non potranno evitare di cadere dentro i pianeti stessi.

Qui vedi bene la metafora che li distingue da Nettuno, con la sua orbita regolare, placida, imperturbabile, la più rotonda tra le ellissi orbitali del sistema solare, che non batte ciglio neppure quando viene intercettata da Plutone. Al contrario, i Centauri hanno orbite instabili, straziate come un tiro alla fune tra due giganti: nel caso di Chirone, tra Saturno ed Urano. Non c’è da meravigliarsi che il loro effetto astrologico sia così inquieto, doloroso ed instabile e succube di volontà più forti della loro. La loro stessa natura astronomica è così. E non c’è neppure da meravigliarsi che la loro azione su di noi sia così selvaggia, animalesca (anche quando non è dolorosa, anche quando rimane in sottofondo alle nostre vicende). Come ho detto, provengono tutti dalle smisurate distese morte transnettuniane, sono nati in luoghi dove il perfetto e razionale uomo della concezione leonardesca è sconosciuto. Non conoscono il bene ed il male, e men che meno le altre convenzioni della vita umana, così come ratificate nelle leggi sociali rappresentate dalla fascia degli Asteroidi tra Marte e Giove e consacrate dalla sorveglianza di Giove. Sono creature che vengono dalla morte e riprendono vita come il mitico Frankenstein (e non a caso Plutone viene considerato “il capo del branco”): hanno una forza caotica ed indisciplinata, una sanguinante libertà, il dolore degli animali selvaggi catturati e rinchiusi nelle gabbie dello zoo, e costretti a forza ad una promiscua schiavitù alla quale non si adatteranno mai.

Voglio anche aggiungere un’altra cosa: neppure il loro effetto è costante. Benché ciò si riscontri chiaramente nella pratica solo con quelli dalle orbite più allungate (per esempio la mia preferita Hylonome, che va da Saturno a molto oltre Nettuno), quando formano aspetti astrologici nel tratto della loro orbita più vicina a Saturno si comportano più saturnianamente di quando formano aspetti trovandosi vicini ad un altro astro. E quando formano aspetti mentre intercettano l’orbita di un altro astro - diciamo, ad esempio, Urano - allora si può veramente dire che “tagliano la strada” agli effetti uraniani. Come le tre fatine buone, non possono aannullare la stregoneria che la fata cattiva ha gettato sopra la Bella Addormentata, ma possono “cambiare” entro certi limiti le manifestazioni di tale stregoneria. E le cambiano secondo i significati specifici della stregoneria stessa.

Che poi possano “guarire” gli esseri umani… beh, davvero non dipende da loro, così come Leopardi si accorse che il dolore e la sopraffazione non sono una specifica crudeltà della Natura, che non si pone affatto il problema dell’etica in termini umani. Ma, tanto per non chiacchierare a vuoto, facciamo qualche esempio pratico. Premetto: quando si tratta di essere ricercatori di astrologia e non semplicemente astrologi tradizionali, è indispensabile usare regole rigorosissime. - Prendere in considerazione solo orbite inferiori ad 1 grado per parte. - Lavorare solo con la congiunzione e l’opposizione al Sole: la prima perché si intende che il Sole esprima la sua “luce” filtrata e colorata dall’astro in questione, la seconda perché il Sole rovescia tutta la sua luce direttamente sull’astro che lo fronteggia, opponendoglisi. Non a caso, un astro viene scoperto dagli astronomi solo quando si trova in quella che noi astrologi chiamiamo “opposizione al Sole”. - Se è proprio esattissima, si può prendere in considerazione anche la quadratura, in quanto aspetto critico per eccellenza, e quindi più facilmente riconoscibile di altri. - Con maggiore cautela, e solo in caso di orari di nascita esattissima, si può prendere in considerazione anche gli aspetti suddetti alla Luna. - Lavorare su temi di personaggi arcinoti e dare grande importanza a temi degli eventi; da questi ultimi il significato dell’astro in questione si afferra più chiaramente.

Veniamo al sodo. Vediamo come Chirone dice la sua in due temi molto chiari. In entrambi i casi, interviene ad aggiungere (o togliere) qualcosa ad una relazione esatta Sole-Urano, che già di suo possiamo interpretare come innovazioni tecnologiche più o meno improvvise e sconcertanti, che giungono a spezzare un ordine costituito.

–> tema della prima e-mail: 04 ottobre 1971, ore 12.00 + 4 New York. Questo è un tema davvero formidabile, perché da una parte abbiamo la congiunzione Sole-Urano in 10^ in opposizione esatta alla congiunzione Luna-Chirone, ovviamente in 4^. Qui Chirone si esprime come la componente “intimistica” delle e-mail, quella che ne fa un ossimoro: un contatto sociale solitario. Una voce silenziosa. Un dialogo muto. Un’intimità senza contatto. Un avvicinamento confusionario e non di rado lacerante proprio a causa della sua velocità “irreale”, ma in ogni caso virtuale. Qualcosa che agisce su di te entrandoti dentro, che vince la tua solitudine e che può nascondere un terrificante virus paralizzante e distruttivo, anche senza la volontà e la consapevolezza di chi te la invia.

–> tema dell’uomo politico statunitense Cruz Bustamante, già governatore della California prima dello sciagurato Schwarzenegger: 04 Gennaio 1953, ore 17.11 +8 Dinuba (California). Qui abbiamo la congiunzione esatta di Sole-Chirone, in opposizione a Urano all’Ascendente. Non penso che Chirone dica propriamente la sua nel fatto che Bustamante è stato il primo politico di origine latina in 174 anni ad assurgere ai vertici dei governi statunitensi: questo potrebbe essere già sufficientemente spiegato dall’aspetto Sole-Urano (benché nel suo caso ci sia la componente della sua ossessione di fronte alla sorte dei diseredati, tipicamente chironiana, così come il cliché di “infiltrato”). Penso piuttosto alla sua direzione del Fresno Summer Youth Employment Program che - guarda il caso - proprio negli anni in cui Chirone transita in Ariete, e dunque in T-quadrato a Sole-Chirone/Urano, da un meritevole progetto di educazione professionale come tanti ve ne possono essere, e dietro la spinta decisiva di un uomo che “ha toccato” la piaga dell’emarginazione dell’America Latina e ne è ossessionato, si evolve nel progetto di fornire Internet gratuito ed attrezzature hardware a prezzo irrisorio ai campesinos dell’America Centrale.

Per inciso: senza nulla togliere al merito di tale intento, questo sta avvenendo (ancora a titolo sperimentale) come una vera e propria intrusione, veramente chironiana.

> Scrivi.

> Fisicamente ho riscontrato un transito di Chirone interessante in alcune persone che hanno visto gradualmente modificare un neo, al punto da dover correre ai ripari e toglierlo, per evitare complicazioni.

> Questo non saprei come collegarlo a Mustard, a meno che….per analogia possiamo vedere un neo come un ombra che aleggia sulla persona, un difetto improvviso che non si sa perchè è apparso e che “monta” un po di angoscia nel ritenerlo “maligno” di qualcosa.

Sì, sono d’accordo. Esempio: disgrazia allo stadio Heysel: 29 maggio 1985, ore 21 - 2 Bruxelles. Qui abbiamo una congiunzione esatta Sole-Chirone in 7^ in un tema in cui le uniche connotazioni tragiche di astri convenzionali sono un quinconce esatto di Saturno in 12^ a Marte e una larghissima (più che larghissima, sgangherata proprio) opposizione di Urano in 1^ al Marte medesimo. Bene: qui Chirone non è “il crollatore di stadi”, ma è quell’improvviso ed aggressivo contatto tra due tifoserie opposte, che travolge gli sbarramenti come un fiume in piena del tutto incontrollabile. È la contraddizione di una squadra che “per mantenere tranquilli i tifosi” deve giocare a pochi metri di distanza dalle ambulanze che portano via morti e feriti. Ricordate l’angoscia impotente di quelle immagini?

Altro esempio: annuncio di Al-Jazeera dell’esecuzione di Fabrizio Quattrocchi. 14 aprile 2004, ore 22 - 4 Al-Fallujah, Iraq. Qui abbiamo un Chirone in 2^ che quadra al grado il Sole largamente congiunto a Mercurio. Qui Chirone rappresenta la brutalità con cui apprendemmo la notizia, e non tanto noi cittadini qualunque quanto gli stessi familiari, dal comunicato televisivo. Una lacerazione che toccava il nostro spirito di clan di Italiani, appropriatamente espresso dalla 2^.

Altro esempio ancora, e - oh, dio mio - questo è proprio una chicca: esplosione della petroliera Haven, 11 aprile 1991, ore 12.40 -2 Genova. Qui Chirone in 12^ quadra esattamente il Sole arietino, ed è l’aspetto di orbita più stretta dell’intero tema. Ti basta come “ombra che aleggia sulla persona, un difetto improvviso che non si sa perchè è apparso e che “monta” un po di angoscia nel ritenerlo “maligno” di qualcosa”?

Aggiungo anche che Chirone in 12^ mette squisitamente alla prova la nostra idea di “equilibrio ecologico” (altro tema basilare di Chirone in particolare e dei Centauri in generale) e di “progresso sostenibile”.

E che dire della quadratura esatta di Chirone in 5^ cuspide al Sole in 8^ in occasione della prima riunione “esecutiva” del Consiglio Superiore della Difesa Italiano per decidere le modalità della partecipazione alla II guerra del Golfo? 14 aprile 2004, ore 17 -2 Roma. Quella partecipazione che ci hanno a lungo buggerato come “attività umanitaria”… ove Chirone si esprime ancora nella forzata ed invasiva presenza di truppe straniere in una nazione inghiottita dal caos.

O ancora, l’incendio del Moby Prince, il traghetto che entrò in collisione con una petroliera per cause ancora ignote, che fu ricoperto dal fiotto di petrolio incendiato e che, circondato dalla nebbia, benché fosse a pochi passi dal porto di Livorno, non ricevette soccorsi. Chirone in 8^ quadrava esattamente il Sole, ed ancora una volta coinvolgeva un’”onda nera inquinante”: 10 aprile 1991, ore 23.35, -2 Livorno.

Per curiosità: la stessa quadratura, ma dalla 9^, è nel tema del disastro al traghetto Zeebrugge: 06 marzo 1987, ore 20, Zeebrugge, Belgio. Come nel caso della Moby Prince, non ci fu il tempo di inviare l’SOS, e le cause non furono mai chiaramente appurate.

E cito ancora il “battesimo” dell’operazione “Mani Pulite”, con Chirone ancora a metterci alla prova in 12^ ed in quadratura esatta al Sole. 23 aprile 1992, ore 14.20 -2 Milano. Con Tangentopoli, la democrazia inghiottiva se stessa, e Mani Pulite riponeva in sé tutte le nostre speranze di disinfezione del sistema. Ma non è durata a lungo :o(((

Chi ha paura di Oliviero Toscani e del suo lacerante e trasgressivo modo di fare spietate fotografie che inducano alla pietà atraverso la scabra visione dell’orrore? Chirone in 2^ è congiunto al grado alla Luna e in quinconce esatto al Sole al MC. Come dire che si può fare carriera anche con la spietatezza di un’immagine che pretende di renderci consapevoli delle nostre ipocrisie. Che, scoprendo la piaga altrui, ci costringe a prendere consapevolezza che si tratta della nostra stessa piaga. 28 febbraio 1942, ore 13.40 -2 Milano.

Poi ci sarebbe, ancora in quadratura al Sole dall’8^, il Chirone del tema dell’insediamento di Zapatero: 15 aprile 2004, ore 11 -2 Madrid, all’ombra della strage della stazione Atocha e - per comune sentire - scaturita proprio da quella, come “rimedio” alle menzogne del precedente governo, come sognavamo che Mani Pulite fosse per noi…

Sia chiaro: non dobbiamo credere che Chirone sia un seminatore di sventure e basta. La tragicità di queste vicende dipende dai criteri di selezione degli esempi che ho sopra spiegato.

> Purtroppo non conosco gli altri centauri ma è possibile che la mia associazione di Mustard ANCHE a Chirone possa essere “trasversale su tutta la linea”

Penso proprio di sì. Pronta come sempre, naturalmente, a sottoporre la mia opinione all0evoluzione dei miei studi.

> Mi scrivi: >Se accetti un mio modesto suggerimento, meno entri nel mito e meglio è.

> Ok, e questo immagino perchè probabilmente il mito di Chirone può depistarci da quello che invece per esperienza nei transiti puo apparire invece ocme piu “laico” e meno mistico del mito, giusto?

Oh, quant’è bello parlare con una persona intelligente!

> Potrei accettare che Nettuno come massa caotica rappresenti non l’inconscio della persona( cioè le sue esperienza personali di vite passate e di vissuto incosciente della vita attuale) ma bensi l’inconscio collettivo al quale la persona puo attingere oltre i confini della sua stessa identità(Y-Chrono).

Completamente d’accordo: per me questo è l’unico significato di Nettuno-inconscio.

> Ecco da qeusto punto di vista ossia psicologico come si pone Chirone, che parte ha nell’inconscio?

Suppongo che alcuni degli esempi sopra riportati servano da spiegazione. Io amo dire che i Centauri galoppano sfrenatamente nelle praterie della nostra mente. Noi - distratti da altri rumori - possiamo anche non sentire il rumore dei loro zoccoli, ma dopo il loro passaggio ci accorgiamo che le zolle di quel che prima ci sembrava un prato sono ora tutte rovesciate in un caotico disordine, e mostrano la terra fresca che era nascosta sotto l’erba. Comunque, mi riservo di postare altri esempi, specificamente legati a persone, non appena la tastiera del mio computer si sarà raffreddata ;o)

> Mi scuso per la lunghezza del post.

Idem.
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Mag 3, 2008

My Blog’s Purposes

Posted by admin under English

This Blog’s purpose is sharing experiences & insights about the astrological meaning of new planets

All the horoscope’s requests will be discarded, but if you would like to share an experience of yours about the issues, adding your birthdata (day, month, year, hour, place), I will be glad to tell you what I think about.
You can write in English, Spanish or Italian, and I will answer in English or Italian.
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Mag 3, 2008

Finalità di questo Blog

Posted by admin under Metodologia
Lo scopo di questo Blog è quello di condividere le esperienze ed i suggerimenti relativi allo studio del significato astrologico dei nuovi astri.
In altre e più chiare parole, non è indirizzato al Curioso dell’Astrologia, bensì allo Studioso.
Si prega dunque di non richiedere oroscopi personalizzati: ogni richiesta in questo senso verrà immediatamente cestinata.
Tuttavia la discussione è aperta a tutti, sia pure con una ben precisa modalità: se non sei uno Studioso di Astrologia ma hai un episodio interessante da raccontare, una dettagliata testimonianza di “vita vissuta” da offrire in relazione all’argomento di cui si tratta, sarò felice di offrirti il mio commento astrologico (non dimenticare di inviarmi la data di nascita - giorno, mese, anno, ora esatta, luogo: s’intende che questi dati saranno pubblici e a disposizione di altri Studiosi).
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